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“Nel nome di Paola Marella”: la richiesta di Domenico Traversa a Revolution Medicines per l’accesso al daraxonrasib

Dopo l’appello dell’AIOM – Associazione Italiana di Oncologia Medica, Domenico Traversa rilancia la richiesta: il daraxonrasib, ancora non approvato in Europa, deve poter essere accessibile gratuitamente attraverso un programma di uso compassionevole. Il Presidente della Fondazione Paola Marella ETS e rappresentante delle Associazioni dei pazienti nel Consiglio Direttivo di AISP si rivolge direttamente a Revolution Medicines.

 Un programma di uso compassionevole gratuito per garantire ai pazienti europei l’accesso al daraxonrasib, la nuova terapia mirata contro il tumore al pancreas.

È la richiesta che Domenico Traversa, Presidente della Fondazione Paola Marella ETS e rappresentante delle Associazioni dei pazienti nel Consiglio Direttivo di AISP, rivolge direttamente all’azienda farmaceutica statunitense Revolution Medicines. L’appello segue la lettera di Rachele Cavani al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, con cui è stata portata all’attenzione pubblica la difficoltà per i pazienti italiani di accedere al trattamento.

Traversa raccoglie la richiesta e la porta sul piano della rappresentanza dei pazienti: “Quando si affronta una malattia come il tumore al pancreas, si capisce davvero quanto il tempo abbia un valore diverso. E quando la ricerca apre una nuova strada, credo che dobbiamo fare tutto il possibile perché possa essere accessibile a chi potrebbe beneficiarne, dice Traversa.

Il daraxonrasib è una terapia mirata sviluppata per i tumori associati alla mutazione KRAS, tra le più frequenti nell’adenocarcinoma pancreatico. Nel trial di Fase 3 RASolute 302, condotto su pazienti con malattia metastatica già trattata, ha portato la sopravvivenza globale mediana a 13,2 mesi, rispetto ai 6,6 mesi della chemioterapia tradizionale.

 I risultati –  accolti con una standing ovation dalla comunità oncologica all’ASCO di Chicago – hanno contribuito all’approvazione del farmaco da parte della FDA negli Stati Uniti.

In Europa, il daraxonrasib è ancora in valutazione da parte dell’EMA, che ne sta esaminando la domanda attraverso una procedura di phased review, finalizzata ad accelerarne, quando possibile, l’iter di autorizzazione. E l’unica possibilità di accesso è rappresentata da un programma individuale a pagamento, con un costo indicato di circa 39.000 dollari al mese, a carico del paziente o della struttura ospedaliera. Una cifra che, per molti pazienti, rende la terapia di fatto non accessibile.

Da qui la richiesta a Revolution Medicines di attivare un programma gratuito, che arriva pochi giorni dopo quella avanzata anche dall’AIOM – Associazione Italiana di Oncologia Medica: “Quando le alternative si riducono, ogni nuova possibilità può fare la differenza. Non possiamo però accettare che l’accesso a un trattamento dipenda dalla possibilità, per un paziente o per la sua famiglia, di sostenerne il costo. Di fronte alla malattia, non dovrebbe mai essere una questione economica a decidere se una persona possa avere o meno una possibilità in più, sottolinea Traversa.

C’è anche una ragione personale alla base della richiesta di Domenico Traversa: l’esperienza vissuta accanto alla moglie Paola, scomparsa il 20 settembre 2024. Paola ha sempre riposto nella ricerca e nella scienza la fiducia nella possibilità di trovare nuove strade terapeutiche. E quando le alternative disponibili si erano ormai ridotte, Paola aveva scelto di partecipare a un trial clinico Fase 1 – proprio di Revolution Medicines – presso l’MD Anderson Cancer Center di Houston, sotto la guida del Dr. David S. Hong.

È da questa eredità che nasce l’appello finale: Paola ha creduto nella scienza fino alla fine. L’ho vista affidarsi ai medici, ai ricercatori, a quella ricerca che per lei non era soltanto una speranza, ma qualcosa in cui continuare a credere anche nei momenti più difficili. È una fiducia che porto con me ogni giorno e che oggi sento di dover trasformare in un impegno per gli altri. Penso ai pazienti con tumore del pancreas che stanno cercando, come Paola, una possibilità in più. Vorrei che quella fiducia nella ricerca potesse diventare per loro una possibilità concreta. È questo che oggi chiedo, nel nome di Paola.

 

L’APPELLO DI DOMENICO TRAVERSA A REVOLUTION MEDICINES

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