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Daraxonrasib: una nuova speranza contro il tumore al pancreas, ma con cautela

AISP – Associazione Italiana Studio Pancreas – ha rilasciato una nota informativa su Daraxonrasib, farmaco sperimentale di nuova generazione, che negli ultimi tempi ha attirato l’attenzione della comunità scientifica per i risultati preliminari dello studio RASOLUTE 302.

Dati che aprono prospettive interessanti nella cura del tumore del pancreas, ma che – sottolinea AISP – devono essere interpretati con cautela, in attesa della pubblicazione completa dello studio e del percorso di approvazione regolatoria.

Nota informativa su Daraxonrasib (studio RASOLUTE 302)

Negli ultimi giorni si è diffusa la notizia dei risultati di uno studio chiamato RASOLUTE 302, secondo cui una nuova molecola, daraxonrasib, potrebbe rappresentare una novità importante nella cura dell’adenocarcinoma pancreatico.

Daraxonrasib è un farmaco sperimentale di nuova generazione che agisce contro le proteine RAS mutate, molto frequentemente presenti nel tumore del pancreas. In pratica, blocca uno dei principali segnali che permettono alle cellule tumorali di crescere e proliferare. Questo rende il farmaco particolarmente interessante per questa malattia, nella quale le alterazioni di RAS sono presenti in oltre il 90% dei casi.

Nello studio RASOLUTE 302 sono stati arruolati pazienti con adenocarcinoma pancreatico metastatico già trattati con una prima linea di terapia e successivamente andati incontro a progressione di malattia, indipendentemente dallo stato mutazionale di KRAS. I pazienti sono stati randomizzati in due gruppi: uno trattato con una chemioterapia standard di seconda linea, l’altro con dataxonrasib.

Secondo quanto riportato finora in un comunicato stampa diffuso dall’azienda farmaceutica che ha sviluppato il farmaco, i pazienti trattati con daraxonrasib avrebbero ottenuto una sopravvivenza mediana di 13.2 mesi, rispetto a 6,7 mesi osservati nel gruppo trattato con chemioterapia standard, con una riduzione del rischio di morte del 60%

Questi dati rappresentano un segnale incoraggiante e suscitano comprensibile interesse nella comunità scientifica e tra i pazienti. Tuttavia, è fondamentale interpretarli con la dovuta cautela per diversi motivi

  1. I dati completi dello studio non sono ancora stati presentati ufficialmente in un congresso scientifico internazionale. Non è pertanto possibile al momento fare valutazioni complete sul reale rapporto rischi-benefici e, in particolare, sulla durata del controllo della malattia
  2. I risultati non sono ancora stati pubblicati in forma integrale su una rivista scientifica, e quindi mancano dettagli importanti sulle caratteristiche dei pazienti inclusi, su quali in particolare abbiano ottenuto un beneficio e su quali fattori abbiano condizionato il risultato
  3. Daraxonrasib non è attualmente disponibile nella pratica clinica e non è in commercio, perché non è ancora stato approvato dagli enti regolatori. Prematuro quindi chiedere ai vostri oncologi la possibilità di riceverlo. 4. Mancano al momento anche dati completi sulla sicurezza, sugli effetti collaterali e sulla tollerabilità del trattamento.

Si tratta di un primo segnale positivo che apre prospettive interessanti. Sarà però fondamentale attendere i dati completi, la pubblicazione scientifica e il percorso regolatorio, passaggi indispensabili per confermare il reale valore clinico del farmaco.”

Milano 23/04/2026

A nome delle Task Force AISP di Oncologia

Silvia Carrara

Presidente AISP

Shia Cause

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