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Tutorato per oncologi: al San Raffaele prende avvio il 15 dicembre il progetto pilota promosso dalla Fondazione Paola Marella

“Formare l’eccellenza: costruire competenze e creare rete nella gestione del tumore al pancreas” è il titolo del progetto pilota promosso e finanziato dalla Fondazione Paola Marella – accreditato ECM – che si svolgerà dal 15 al 19 dicembre 2025 presso l’Ospedale San Raffaele di Milano, centro di eccellenza nazionale e hub Pancreas Unit della Regione Lombardia. Supervisionato dal Prof. Michele Reni – direttore del programma strategico di coordinamento clinico del Pancreas Center dell’Ospedale San Raffaele e Responsabile del Board Scientifico – il tutorato coinvolgerà due medici, scelti dal loro primario, chiamati a confrontarsi con la gestione clinica dei pazienti affetti da adenocarcinoma del pancreas all’interno di un percorso formativo avanzato e altamente specializzato.

Una rete cooperativa per l’eccellenza clinica e il miglioramento della vita dei pazienti con carcinoma del pancreas.

Il carcinoma del pancreas rappresenta una delle sfide cliniche più complesse e con la prognosi più sfavorevole in oncologia. La sua rarità, unita ai limiti diagnostici e alla scarsità di risorse terapeutiche efficaci, comporta per i pazienti un elevato rischio e una ridotta qualità della vita. È urgente colmare il divario tra la conoscenza specialistica e l’applicazione clinica quotidiana, specialmente nei centri a basso volume, dove l’esperienza può risultare frammentaria. Il progetto promosso dalla Fondazione Paola Marella non è solo un corso di formazione: è l’investimento strategico per la creazione di una rete collaborativa nazionale permanente che garantirà l’accesso a cure aggiornate e ottimizzate per tutti i pazienti.

Formazione specialistica avanzata: la chiave per il futuro

Fondazione Paola Marella considera la formazione esperienziale e multidisciplinare come l’unico percorso realmente efficace per garantire l’eccellenza clinica. Per questo il modello di tutorato proposto supera la tradizionale lezione frontale, offrendo ai giovani oncologi un’esperienza diretta, dinamica e altamente personalizzata.

I partecipanti affiancheranno quotidianamente gli specialisti nelle attività ambulatoriali, nelle prime visite e nei meeting multidisciplinari, acquisendo competenze attraverso l’osservazione guidata e la pratica clinica reale. Questo permette un consolidamento immediato e profondo delle conoscenze, grazie al confronto continuo con casi complessi e decisioni terapeutiche quotidiane.

Il percorso formativo si sviluppa inoltre all’interno di un contesto realmente multidisciplinare: radiologi, radioterapisti, gastroenterologi ed esperti di intelligenza artificiale lavorano insieme ai medici in formazione, offrendo una visione integrata e completa del processo diagnostico-terapeutico.

Accanto all’attività clinica, il programma prevede momenti strutturati di analisi critica della letteratura scientifica più recente, fondamentali per tradurre le linee guida in scelte terapeutiche basate sull’evidenza nelle diverse fasi della malattia — dall’adiuvante al metastatico.

Grazie a questo approccio avanzato e coordinato, le strategie terapeutiche, spesso complesse e caratterizzate da delicati rapporti rischio-beneficio, possono essere applicate in modo più aggiornato, consapevole ed efficace, con un impatto concreto sulla qualità della cura e sulla vita dei pazienti.

Benessere del paziente, uniformità e alta qualità delle cure

L’obiettivo principale di questo progetto è migliorare concretamente il benessere e la sopravvivenza dei pazienti con carcinoma del pancreas in tutta Italia.

Il progetto si propone di garantire uniformità e alta qualità delle cure, formando due medici per centro a ogni edizione e pianificando la formazione di circa 30 oncologi all’anno attraverso la creazione di 4-5 centri hub sul territorio nazionale. In questo modo, l’elevata specializzazione non sarà più un privilegio di pochi, ma un patrimonio diffuso su scala nazionale.

Gli specialisti coinvolti potranno inoltre contribuire all’ottimizzazione terapeutica, valutando con maggiore precisione il rapporto rischio-beneficio delle terapie, riducendo complicanze legate alla malattia e tossicità iatrogene e migliorando in modo significativo la qualità della vita dei pazienti.

Un altro elemento fondamentale del progetto è la creazione di una rete cooperativa stabile e duratura tra centri. Questa rete permetterà ai professionisti di confrontarsi rapidamente, in modo diretto e non anonimo, e di condividere esperienze e strategie, elevando così gli standard assistenziali a livello nazionale.

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