Il professor Massimo Falconi – primario dell’Unità di Chirurgia del Pancreas e direttore del Pancreas Translational & Clinical Research Center dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano – ha perso, nel 2023, la moglie a causa di un tumore al pancreas. Falconi ha condiviso questa esperienza in una conversazione con Piero Rivizzigno, Presidente dell’Associazione di pazienti “Codice Viola”, offrendo uno sguardo intimo sulla difficile intersezione tra ruolo di medico e ruolo di caregiver, e sull’importanza della ricerca, dell’empatia e della cura che va oltre la tecnica.
La sua storia è segnata da quello che sembra un doloroso scherzo del destino: la moglie, giovane chirurgo del pancreas, colpita proprio dal male che entrambi avevano scelto di affrontare per salvare gli altri. Falconi racconta quel periodo come un passaggio sospeso tra amore e impotenza, tra la lucidità clinica e il buio emotivo, tra il dovere professionale e la vulnerabilità del dolore privato. Essere medico e, allo stesso tempo, caregiver del proprio compagno di vita diventa un confine lacerante, una soglia in cui si frantumano certezze e si ridisegnano priorità.
Le sue parole non descrivono solo un lutto: evocano un cammino. Il dolore che invade la quotidianità, la presenza dell’assenza, il silenzio che segue l’ultimo gesto di cura. Ma anche – e sorprendentemente – la trasformazione. Nella perdita, Falconi scopre una nuova profondità umana, una sensibilità amplificata verso i pazienti, verso le famiglie, verso chi arriva in ambulatorio con la stessa paura che lui ha conosciuto da vicino. Da qui nasce il suo richiamo all’empatia: non come elemento secondario, ma come componente essenziale della cura.
E poi c’è un pensiero che dà direzione al suo percorso: la ricerca. Falconi lo ripete con la consapevolezza di chi ha visto i progressi arrivare troppo tardi. La scienza avanza, le terapie iniziano a dare speranza. È questo, forse, il lascito più potente del suo racconto: trasformare il dolore in impegno, la perdita in motivo per continuare, affinché altri possano vivere ciò che a sua moglie è stato negato.
