In occasione delle festività natalizie, le spedizioni riprenderanno a partire dal 15 gennaio.

I vaccini personalizzati a mRNA contro il cancro: una rivoluzione possibile

Tratto da un articolo di Rowan Moore Gerety pubblicato sul sito di “Scientific American”, 18 novembre 2025

Quando nel 2020 il tumore al pancreas di Barbara Brigham fu rimosso chirurgicamente, il suo percorso non si fermò in sala operatoria. Quel tessuto tumorale iniziò un viaggio invisibile nei laboratori del Memorial Sloan Kettering Cancer Center di New York: analizzato, sezionato, sequenziato, studiato. Non era solo diagnosi. Era l’inizio di qualcosa di radicalmente nuovo.

Due mesi dopo, Barbara ricevette un vaccino progettato esclusivamente per lei. Non un farmaco standard, ma una terapia costruita sulle mutazioni genetiche uniche del suo tumore. Un vaccino a mRNA, capace di “istruire” il sistema immunitario a riconoscere e distruggere le cellule cancerose residue.

Oggi, a distanza di quattro anni, Barbara è ancora libera dal cancro al pancreas. Una sopravvivenza che, per una malattia con una prognosi tra le più drammatiche in oncologia, ha il valore di una promessa.

Una nuova frontiera dell’oncologia

I vaccini personalizzati a mRNA rappresentano una delle più ambiziose evoluzioni della medicina oncologica. A differenza dei trattamenti tradizionali, non colpiscono indiscriminatamente le cellule, ma insegnano al sistema immunitario a riconoscere le caratteristiche specifiche del tumore di ogni paziente.

Nel piccolo studio clinico a cui partecipò Barbara, 16 pazienti ricevettero il vaccino insieme alle terapie standard. Otto mostrarono una forte risposta immunitaria; sei di loro sono ancora in remissione. Numeri limitati, ma straordinari se rapportati alla letalità del carcinoma pancreatico, dove solo l’8% dei pazienti supera i cinque anni dalla diagnosi.

Risultati simili stanno emergendo anche in altri tumori. Studi su melanoma, tumori del rene, della vescica e del polmone indicano che l’integrazione tra vaccini personalizzati e immunoterapia può ridurre significativamente il rischio di recidiva e morte. Oggi sono attivi almeno 50 trial clinici nel mondo, e il primo vaccino personalizzato contro il melanoma potrebbe arrivare sul mercato già entro il 2028.

Tecnologia, biologia e intelligenza artificiale

Il successo di questa strategia nasce dall’incontro di più rivoluzioni:

  • la comprensione sempre più raffinata del sistema immunitario;
  • il crollo dei costi del sequenziamento genetico;
  • le tecnologie sviluppate durante la pandemia da COVID-19;
  • l’uso dell’intelligenza artificiale per identificare le mutazioni più rilevanti.

Il risultato è una medicina di precisione, in cui ogni paziente diventa un caso unico, e ogni terapia una risposta su misura.

Il paradosso: una rivoluzione senza finanziamenti

Eppure, proprio mentre questa frontiera sembra finalmente raggiungibile, la ricerca rischia di fermarsi.

Negli Stati Uniti, nel 2025, i finanziamenti pubblici per la ricerca oncologica sono stati drasticamente ridotti: secondo alcune analisi, il budget del National Cancer Institute è diminuito del 31% in pochi mesi. Parallelamente, i progetti legati ai vaccini a mRNA sono finiti sotto particolare scrutinio politico, alimentando un clima di incertezza e sfiducia. Il paradosso è evidente: una delle tecnologie più promettenti nella lotta contro il cancro rischia di essere frenata non da limiti scientifici, ma da scelte politiche.

Oltre la chemio: il sogno dell’immunoterapia

Per decenni, la lotta al cancro si è basata su armi brutali: chirurgia, radioterapia, chemioterapia. Approcci efficaci, ma spesso devastanti. L’immunoterapia ha cambiato la prospettiva: non più distruggere il tumore dall’esterno, ma attivare le difese del corpo. I vaccini personalizzati a mRNA rappresentano l’evoluzione più sofisticata di questa idea: trasformare il sistema immunitario nel più potente alleato contro il cancro.

Una sfida che riguarda tutti

La storia di Barbara Brigham non è solo un successo clinico. È un segnale. Se sostenuta, la ricerca sui vaccini personalizzati potrebbe cambiare il destino di milioni di pazienti oncologici. Se abbandonata, rischia di diventare l’ennesima occasione mancata della medicina moderna.

La domanda, allora, non è solo scientifica. È politica, culturale e morale: siamo pronti a investire nel futuro della cura, o lasceremo che una rivoluzione si spenga prima di nascere?

L’articolo originale: https://www.scientificamerican.com/article/personalized-mrna-vaccines-will-revolutionize-cancer-treatment-if-federal/

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